Nel 2025 l’Italia ha attraversato una fase cruciale per l’adozione dell’Intelligenza artificiale (IA) nel sistema sanitario pubblico e privato, con impatti reali su diagnosi, trattamento, organizzazione ospedaliera e governance delle tecnologie digitali applicate alla salute.
Una legge nazionale per l’IA: cornice normativa e principi etici
Il passo più significativo di quest’anno è stata l’approvazione della legge n. 132/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre 2025, che rappresenta la prima normativa nazionale organica sull’uso dell’IA in Italia e si allinea al Regolamento europeo AI Act (Reg. UE 2024/1689). Questa legge stabilisce principi fondamentali per l’adozione delle tecnologie artificiali, imponendo requisiti di trasparenza, sicurezza, rispetto della dignità umana, protezione dei dati e non discriminazione nell’ambito sanitario. Soprattutto, ribadisce che l’IA deve supportare il medico, non sostituirlo, mantenendo sempre centrale il giudizio clinico umano nelle decisioni terapeutiche.
Tra le novità, la normativa prevede che il ministero della Salute definisca linee guida per la sperimentazione e l’impiego di sistemi IA in ambito sanitario, e che Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) possa guidare la definizione di procedure per l’uso etico dei dati e degli algoritmi.
IA e assistenza clinica: precisione e diagnostica avanzata
Nel 2025 l’uso di strumenti basati su IA per prevenzione, diagnosi e trattamento è cresciuto con decisione. Algoritmi di machine learning sono capaci di analizzare immagini diagnostiche, cartelle cliniche e dati clinici complessi in tempi molto più brevi rispetto alla sola elaborazione umana, con un impatto positivo soprattutto nei reparti di radiologia e oncologia. Queste tecnologie aiutano i medici a individuare anomalie con maggiore precisione e a personalizzare i piani terapeutici.
Allo stesso tempo, però, la diffusione dell’IA ha messo in luce la necessità di affrontare problemi di responsabilità sanitaria e privacy dei pazienti, temi ampiamente dibattuti nei convegni e nelle discussioni pubbliche tenutesi a Roma e nelle principali sedi istituzionali nel corso dell’anno.
Investimenti, infrastrutture e digitalizzazione: luci e ombre
Nel 2025 la Sanità digitale in Italia ha visto un forte aumento degli investimenti, con una crescita significativa nell’adozione di soluzioni AI per gestire dati sanitari, amministrazione ospedaliera e processi operativi. Tuttavia, il progresso non è uniforme: molte strutture soffrono ancora di infrastrutture IT obsolete e mancanza di personale con competenze digitali adeguate, fattori che rallentano l’implementazione su scala nazionale delle tecnologie più avanzate.
Nonostante questi limiti, alcuni progetti pilota e collaborazioni tra ospedali, università e imprese tecnologiche hanno mostrato come l’IA possa ridurre i tempi di attesa, automatizzare compiti amministrativi e migliorare l’efficienza del sistema sanitario pubblico.
Medicina personalizzata e ricerca: nuove frontiere
Un’altra dimensione significativa dell’IA riguarda la medicina personalizzata: sistemi avanzati di data mining e algoritmi di Intelligenza artificiale stanno venendo impiegati nella scoperta di biomarcatori e nella targeted therapy, aprendo possibilità per cure su misura basate sulle caratteristiche genetiche e fisiologiche dei singoli pazienti. Convegni specialistici come quelli al San Raffaele hanno messo in dialogo ricercatori, istituzioni e industria proprio su questi temi, sottolineando l’importanza di coniugare innovazione tecnologica e tutela dei diritti del paziente.
Sfide etiche e culturali: formazione e competenze
La rapida introduzione dell’IA solleva anche importanti questioni etiche e professionali. Organizzazioni mediche italiane invitano a garantire che l’IA sia progettata e implementata in modo etico, equo e trasparente, proteggendo l’autonomia del medico e i diritti dei pazienti.
In parallelo, aumentano le iniziative di formazione avanzata – per esempio corsi universitari dedicati all’uso dell’IA in medicina e chirurgia – per superare il gap di competenze tra i professionisti sanitari e migliorare l’adozione consapevole delle tecnologie.
Conclusione: un equilibrio tra tecnologia e umanità
Nel 2025 l’Intelligenza artificiale ha consolidato il suo ruolo come strumento chiave per trasformare la Sanità italiana, migliorando diagnosi, gestione dei dati e ricerca clinica. Allo stesso tempo, il Paese si confronta con la necessità di regolamentare, formare e garantire un uso responsabile di queste tecnologie, assicurando che la tecnologia potenzi – e non sostituisca – l’esperienza e la competenza umana. L’anno appena concluso lascia quindi un bilancio di grandi opportunità accompagnate da sfide significative per il futuro della salute pubblica in Italia.