Napoli ritrova uno dei suoi luoghi simbolo. Con la giornata inaugurale del rinnovato Padiglione monumentale, l’ospedale Cardarelli ha restituito alla città un patrimonio storico e civile, trasformandolo in uno spazio aperto alla memoria, alla relazione e alla partecipazione.
Un progetto che va oltre il recupero architettonico: il Padiglione torna a vivere come luogo identitario, punto di riferimento per cittadini, operatori sanitari e comunità, riaffermando il ruolo dell’ospedale come presidio pubblico al servizio della collettività.
Un percorso tra arte, accoglienza e memoria
La cerimonia si è aperta sullo scalone principale con lo svelamento della scultura dedicata a Cardarelli, opera dell’artista Lello Esposito: un omaggio simbolico al fondatore e al valore della sanità pubblica come bene comune.
È stato poi inaugurato il nuovo spazio al piano terra dedicato all’informazione, all’orientamento e alla presa in carico dell’utenza: un ambiente pensato per accogliere e accompagnare i cittadini, impreziosito da un allestimento di comunicazione visiva che racconta la storia del Cardarelli attraverso i volti e le testimonianze dei suoi protagonisti. Medici, direttori generali, pazienti e grandi maestri dell’ospedale diventano così parte di un racconto collettivo che attraversa il tempo e continua a parlare al presente.
Il Salone Moriello e il cuore della comunità
Nel rinnovato Salone Moriello, restituito al suo splendore grazie a un attento restauro conservativo, si è svolto l’incontro “Ospedale Cardarelli, al cuore della Comunità”.
Ad accogliere gli ospiti il direttore generale Antonio d’Amore, insieme al prefetto di Napoli Michele di Bari, al sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Campania Roberto Fico, alla presenza di autorità civili, militari e religiose e di rappresentanti del mondo sanitario, culturale e associativo.
Guidati dal giornalista Antonello Perillo, i lavori hanno intrecciato istituzione, cultura e memoria. Dal video istituzionale con Maurizio De Giovanni sul legame profondo tra il Cardarelli e la città, al toccante ricordo di Myrta Merlino dedicato al nonno Giulio Palermo, insigne pneumologo a cui è intitolato uno dei padiglioni dell’ospedale, fino alla lettura di un passo tratto da Il paese della Cuccagna di Matilde Serao, interpretato dall’attrice Marina Confalone.
Un luogo che guarda al futuro
La rinascita del Padiglione monumentale rappresenta un gesto concreto di attenzione verso la città e i suoi cittadini. Un luogo che custodisce la storia, accoglie il presente e guarda al futuro, rafforzando il legame tra l’ospedale e la comunità che ogni giorno si affida alle sue cure. Il Cardarelli continua così a essere non solo un grande ospedale, ma un presidio di umanità, memoria e servizio pubblico.